27/04/23

"Viva Buratto". Un nuovo murale anamorfico, al Parco Pertini di Arezzo


La mia ultima opera anamorfica "Viva Buratto!" è nel Parco Pertini ad Arezzo, in Toscana, e si ispira alla Giostra del Saracino, commemorazione e torneo storico in memoria delle invasioni dei mori e delle Crociate che si tiene due volte l’anno in città. 

L'opera è influenzata dai nudi classici di Michelangelo, dai cavalli della Battaglia di Anghiari di Leonardo, dagli affreschi di Piero della Francesca e da tante altre meraviglie che i maestri del Medioevo e del Rinascimento ci hanno lasciato in eredità. Tra queste gli studi sulla prospettiva e sull’anamorfosi, illusione ottica data dalla realizzazione di immagini deformate in prospettiva. 

“Viva Buratto!” è un’opera anamorfica, cioè le figure a due dimensioni che si vedono all’ingresso del sottopasso sono dipinte e si ‘spalmano’ in realtà tridimensionalmente in oltre 50 metri di pareti e soffitti. È un’illusione. Come un’illusione è il Buratto stesso, questo fantoccio barbuto, “re delle Indie”, nemico immaginario contro il quale i giostratori si lanciano per colpirlo a morte. 

Buratto è l’accadimento imprevedibile che sconvolge la quotidianità, è la diversità che ti sfida a scoprirla, è il fenomeno che in fondo ci auguriamo che ci capiti affinché stravolga un po’ la banalità della nostra routine, anche se a costo di distruggere noi stessi, e non solo la routine. 

E quest’opera parla proprio di vita e di morte. Il mio cavaliere stavolta non sta partecipando a un gioco, ma è in guerra contro il nemico immaginario da lui stesso creato, e per questo non sta rispettando alcuna regola della Giostra del Saracino. Sperando che di ciò mi perdonino gli aretini. 


 

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