TORNANO A ROMA LE OPERE D’ARTE SU
SCALINATA DI DIAVÙ
L’OPERA È UN OMAGGIO ALL’ATTRICE
ITALIANA MONICA VITTI
LA NUOVA OPERA “WHAT
A LOVELY DAY, TODAY!” È
A VIALE PARIOLI, NEL MUNICIPIO II, ED È DEDICATA AL FILM DRAMMA DELLA GELOSIA (TUTTI I PARTICOLARI IN CRONACA) DI ETTORE
SCOLA
«Amo
questa città e i suoi colori e senza di lei, Monica Vitti sarebbe molto più
triste”.
Monica Vitti
Il progetto PopStairs ha già avuto in passato un’importanza di rilievo internazionale,
grazie alla capacità di coniugare in maniera inedita e molto originale il
linguaggio dell’arte visiva con il tema del Cinema, e ha prodotto dal 2015 in
poi opere di Street art molto celebri, come i dipinti sulle scalinate a Roma
che vedono ritratta Anna Magnani in
Prati, quelli dedicati a Michèle Mercier
a Corso Francia, a Ingrid Bergman a
via Trionfale e ad Elena Sofia Ricci a
Trastevere. Unica incursione maschile nel progetto, Gigi Proietti, ritratto da Diavù nei panni del burattinaio romano
del 1800 Gaetanaccio a Valle Aurelia nel 2021. Nel 2017 è stata inoltre
protagonista di un intervento di PopStairs
la testa bronzea di cavallo nota come “Testa Carafa”, che l’artista romano ha
dipinto sulla scalinata del Museo
Archeologico Nazionale di Napoli su commissione dello stesso museo.
PopStairs mira alla riattivazione
culturale dei contesti urbani attraverso questi originalissimi interventi anamorfici
di Street art realizzati sulle alzate dei gradini delle scalinate, marchio di
fabbrica di Diavù.
Le scalinate - oggetti
architettonici spesso dimenticati e vandalizzati - accese di nuovo interesse
dal segno artistico, diventano tele su cui l'artista imprime una testimonianza
culturale che restituisce a quel preciso contesto urbano la propria identità
sociale e storica che permette ai cittadini, residenti e non, di ritrovare uno
spirito di appartenenza e comunità. I soggetti delle opere, comunque legati al
mondo dell'arte e della cultura, vengono scelti in base a due criteri: la loro
riconoscibilità e il legame con il territorio o col contesto urbano in cui
viene realizzato l’intervento. L’illusione ottica che la tecnica
dell’anamorfosi suscita crea inoltre nell’osservatore un effetto ‘magico’,
quello cioè di far scomparire alla vista la scalinata, sostituendola con una
figura quasi monumentale, che si erge verso l’alto.
Molte opere
cinematografiche danno implicitamente rilievo culturale al patrimonio artistico
e architettonico del territorio in cui sono girate, ed è proprio quest'importanza
che fin dai suoi esordi PopStairs ha sempre puntato a valorizzare, rievocando
questi film attraverso opere d’arte pubblica, e risultando uno tra i primi progetti
al mondo a coniugare Street art e Cinema.
L’OMAGGIO
A MONICA VITTI:
Del
grande regista italiano Ettore Scola
è anche il film che Diavù ha voluto omaggiare in questa nuova opera del
progetto PopStairs, cogliendo così l’occasione di ritrarre Monica Vitti, divina del cinema italiano scomparsa nel 2022 a 90
anni.
La
scelta è caduta su Dramma della
gelosia (tutti i particolari in cronaca) che, uscito nel 1970, apre in
qualche modo il periodo di maggior utilizzo di queste zone del Municipio II
come set cinematografici naturali. Monica Vitti, che interpreta qui l'ingenua e
seducente Adelaide Ciafrocchi, ha il banco di fiori a Piazza del Verano davanti
al cimitero monumentale, e vivrà per un breve periodo dentro Casa Papanice.
Inoltre
la Vitti, oltre ad essere assieme alla Magnani la diva più amata a Roma, è tra
le attrici che più spesso ha girato film in questi quartieri. Tra questi: Noi
donne siamo fatte così (1971) di Dino Risi, L’anatra all’arancia
(1975) di Luciano Salce, Camera d’Albergo (1981) di Mario Monicelli, Scusa
se è poco (1982) di Marco Vicario. In Amore mio aiutami (1969) di
Alberto Sordi, la Vitti e Sordi vivevano in un appartamento alla Salita dei
Parioli. Inoltre lei stessa ha vissuto nella zona del Nomentano negli anni di
inizio carriera, presso Piazza Bologna.
«Il Municipio Roma II
ha voluto fortemente la realizzazione di quest’opera, che rappresenta un
autentico simbolo del nostro cinema e della commedia all’italiana» è quanto sostiene la
Presidente Francesca Del Bello. «Nessuno meglio
di Monica Vitti - prosegue la Presidente - ha saputo raccontare i cambiamenti sociali, culturali e politici del
nostro paese. Siamo molto orgogliosi di ospitare il dipinto dell’attrice romana
su una delle scalinate più belle del nostro territorio», conclude la
Presidente.
L’OMAGGIO
A ETTORE SCOLA E AL FILM:
Il tema che è alla base di Dramma
della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Scola è il complicato
triangolo amoroso tra i tre protagonisti, personaggi calati in un'Italia che
rivela già in incredibile anticipo sui tempi il decadimento del boom economico,
i limiti e i conflitti della sinistra e la crisi del patriarcato. Monica Vitti
nel ruolo di Adelaide Ciafrocchi, Marcello Mastroianni nei panni di Oreste
Nardi e Giancarlo Giannini in quelli di Nello Serafini, sono tre caricature
inadeguate al cambiamento dei costumi che Scola racconta con tono grottesco e
dolceamaro. Una storia che finirà con l’assassinio della donna, contesa dai
due. Anche questa tematica è stata rilevante per la scelta del soggetto
dell’opera.
Dice Diavù a tal proposito:
«in questo film di Scola c'è la capacità
straordinaria di raccontare un dramma come l'omicidio - anzi il
"femminicidio" - analizzando con incredibile leggerezza narrativa la
complessità che può esserci dietro una simile tragedia. Guardandolo arriviamo a
comprendere i comportamenti di tutti e tre i personaggi, giustificando le loro
passioni e le loro fragilità, e abbracciando anche quella loro umanissima
semplicità, che Scola è riuscito a raccontare canzonandola in uno stile da fumetto,
ma senza sottovalutarne mai la forte portata emotiva. In fondo sono già tre vittime
della simulazione che negli anni successivi ci ha imposto sempre di più questa
società, perché si impegnano ad aderire ai modelli che il boom economico affermava
attraverso i mezzi di comunicazione dell'epoca. E ovviamente falliscono.
Insomma, guardando il film si empatizza con la vittima ma allo stesso tempo con
l'assassino, con il tradito ma anche coi traditori, e addirittura con chi cerca
una propria felicità da fotoromanzo rosa, anche se è inevitabilmente a scapito
di quella di qualcun altro. Non c'è un buono e non c'è un cattivo, siamo tutti
terribilmente fallaci, in quanto umani. Lo amo e l'ho scelto perché è un film
attualissimo, dal momento che oggi siamo sempre più portati a polarizzare fino
all'estremo le nostre posizioni, dunque le discussioni, senza interesse a
capire le ragioni dell'altro. Siamo retrocessi a una tifoseria da stadio,
incapace di comprendere ed esprimere concetti complessi, e offendiamo l'altro per
imporre prepotentemente la nostra presunta superiorità. Tant'è che il mondo è
di nuovo in guerra. Contro questo male che ha colpito la nostra socialità credo
che film come questo siano necessari».
L. Maria Rita Delli Quadri,
curatrice del progetto: “Nell’idea condivisa con Diavù, PopStairs nasce con
l’obiettivo di riattivare culturalmente un territorio urbano e, nel farlo,
restituire “dignità” ed attenzione ad oggetti architettonici spesso trascurati,
se non vandalizzati come spesso sono le scalinate. Questo rende necessaria, se
non indispensabile, una forte sintonia di intenti e di visione con
l’Amministrazione, particolarmente in una città come Roma, la cui la gestione
del territorio è parcellizzata in numerosi, per quanto amplissimi, mini-comuni.
Per arrivare alla fase operativa di un intervento come questo di “Il Dramma
della Gelosia” occorre attraversare percorsi amministrativi e burocratici anche
complessi, in cui il supporto convinto e determinato degli uffici municipali si
rende imprescindibile. Si tratta di un lavoro di squadra in cui la vera
condivisione dell’obiettivo finale spesso è l’unico modo per raggiungerlo. Se
questo era lo spirito del Bando di Lazio Crea, cioè dare vita ad una
collaborazione virtuosa tra amministrazioni locali e operatori culturali, mi
sento di affermare che il nostro progetto lo ha assolutamente rispettato. Il Municipio
II è diventato, per PopStairs, una “famiglia” con cui ci auguriamo di poter
presto condividere altri interventi e progetti che possano arricchire il
territorio di nuove opere ispirate al Grande Cinema che, proprio in quei
luoghi, ha trovato alcuni dei suoi set più iconici, nell’intento di dare vita
ad un vero e proprio itinerario culturale”.
L'opera è a Roma sulla scalinata di Via Giovanni
Battista Brocchi, a Viale Parioli nei pressi del civico 79.
Un omaggio che Roma fa alla sua Monica Vitti a pochi giorni dal 3 novembre, giorno
della nascita della grande attrice, che in questo 2024 avrebbe compiuto 93 anni.