20/05/10

Tu sei il potere, vuoi essere assolto o condannato?


«la voce di un giudice informa l'impiegato che il potere borghese era al corrente dei suoi atti, addirittura lo stava seguendo dalla nascita così come segue tutti i suoi sudditi. L'accusa di omidicio, di strage, si trasforma in ringraziamento per aver eliminato vecchi residui che davano fastidio al potere stesso, che ormai ha trovato altri modi per governare. Il giudice lo informa che ha usato correttamente gli strumenti della legge e che il suo gesto non è altro che la ricerca del potere personale
Così lo accolgono tra coloro che contano, che decidono, che governano e che dispongono dell'altrui e della propria libertà»

Fabrizio De André, in Come un'anomalia, commentando Sogno numero due.

foto ©Barb Oizmud